Il lavoro è consegnato. La fattura è partita. La scadenza è passata. E tu rimandi la telefonata, perché non vuoi sembrare insistente e hai paura di perdere il cliente.
È normale. Ma ogni settimana che aspetti, quei soldi diventano più difficili da incassare. Chiedere il pagamento non è maleducazione: è parte del lavoro.
Prima regola: sappi cosa ti spetta
Prima di scrivere, guarda la fattura. Qual era la scadenza? Cosa avevate concordato?
Tra imprese, se nel contratto non avete fissato un termine diverso, la legge indica in genere 30 giorni dal ricevimento della fattura. Dopo la scadenza decorrono interessi di mora senza bisogno di una diffida, e il creditore ha diritto anche a un importo forfettario di 40 euro per le spese di recupero (D.Lgs. 231/2002, artt. 4 e 6, testo coordinato MEF). Con un buon cliente spesso non li chiederai. Ma sapere che esistono ti dà sicurezza. Per il tuo caso specifico, chiedi al tuo commercialista.
Sali di tono a piccoli passi
Non partire dalla lettera dura. Parti dal promemoria.
- Pochi giorni dopo la scadenza: il promemoria. Tono leggero. Molti ritardi sono dimenticanze.
- Dopo una o due settimane: il sollecito chiaro. Importo, numero di fattura, data. Chiedi una data di pagamento.
- Se ancora niente: la telefonata. Spesso dietro c'è un problema di cassa. Una rata può valere più di un muro contro muro.
- Solo alla fine: il tono formale. Qui conviene parlarne col commercialista o con un legale.
Esempi di messaggio
Esempi da adattare, non modelli legali.
Promemoria: "Buongiorno Marco, ti scrivo per la fattura n. 45 del 3 marzo, 1.200 euro, scaduta il 2 aprile. Forse ti è sfuggita: mi confermi quando riesci a saldarla? Grazie."
Sollecito chiaro: "Buongiorno Marco, la fattura n. 45 da 1.200 euro risulta ancora aperta da tre settimane. Ti chiedo di indicarmi una data di pagamento entro venerdì. Se c'è qualche problema, sentiamoci: troviamo una soluzione."
Cosa evitare
- Scrivere arrabbiato. Il messaggio resta. Scrivilo, aspetta un'ora, rileggilo.
- Essere vago. "Ci sarebbe quella cosa..." non funziona. Metti numero, importo e data.
- Aspettare troppo. Più il ritardo è vecchio, più sembra normale anche a lui.
- Continuare a lavorare per chi non paga. Puoi essere gentile e fermo insieme: "Riprendo appena è sistemata la fattura precedente."
Dove ti aiuta Vanteo
Il primo problema è accorgersene. Con tante fatture è facile perdere di vista chi è in ritardo.
Vanteo è il socio AI della tua impresa. Legge le tue fatture elettroniche e i movimenti del conto sul tuo PC, ti mostra chi ti deve soldi e da quanti giorni, e ti prepara il sollecito con il tono giusto per quel momento. Lo leggi, lo cambi se vuoi, e decidi tu se mandarlo. Niente parte da solo.
Leggi anche: quanto dipendi dal tuo cliente più grande.
Domande frequenti
- Dopo quanti giorni posso sollecitare un pagamento?
- Puoi farlo appena passa la scadenza indicata in fattura. Un promemoria gentile nei primi giorni è normale e spesso basta.
- Come sollecito senza rovinare il rapporto?
- Parti leggero, sii preciso (numero fattura, importo, data) e chiedi una data di pagamento. Se c'è un problema di cassa, proponi una soluzione invece di alzare la voce.
- Posso chiedere gli interessi di mora?
- Tra imprese la legge li prevede dalla scadenza, insieme a un importo forfettario di 40 euro per le spese di recupero (D.Lgs. 231/2002). Se e come chiederli dipende dal rapporto e dal contratto: parlane col tuo commercialista.
Fonti ufficiali (verificate il 14/10/2026)
Le guide danno indicazioni generali. Per il tuo caso, fiscale o legale, parlane con il tuo commercialista.